Ogni volta che un allievo viene da me per prima cosa gli chiedo: se avessi la voce dei tuoi sogni, cosa desidereresti cantare?
Ogni mia allieva mi è testimone che io gli abbia rivolto questa domanda. Spesso le reazioni sono di autoscherno, di ironia, di difesa. Ma subito dopo, poco dopo, quando riescono minimamente a prendere in considerazione l’IDEA che ci possa essere una possibilità, vedi i loro occhi che brillano di speranza, e si attentano a regalarmi la cosa più preziosa che hanno: i loro sogni. Quei desideri che negli anni sono stati lentamente frustrati, accantonati, dimenticati, chiusi in un cassetto. Io di mestiere cerco di accompagnare le persone a immaginarsi dentro il loro sogno. E questo perché, per uno stranissimo motivo, ogni volta che io ho davanti una persona di talento, la vedo come un prodotto finito, la vedo nel suo costume, in scena, in TV, in teatro, a cantare la cosa che meglio li rappresenta. Li vedo proprio, come avessi degli occhiali di stelle che mi permette di vedere la versione migliore della persona che ho davanti.

Quello che c’è fra il momento in cui si mette piede da me, e quell’immagine è solo tempo, studio, dedizione, tenacia, studio, allenamento, musica, sacrificio.

Come dico sempre: ragazzi non è il SE accadrà, in discussione, ma solo il QUANDO. Il COME è compito nostro trovarlo insieme.

Ho allieve che cantano il soul, il pop, il musical, la lirica/pop, ho allieve che recitano cantando e allieve che stanno riscrivendo il teatro brillante. Esiste un panorama di base chiamato “giardino”, dove si impara a cantare piano piano e a coltivare il proprio fiore di base, e un livello più avanzato che si chiama “Serra”, a cui si accede quando si passa da essere studenti puri ad essere un prodotto artistico. Ogni fiore è diverso dall’altro, e io cerco di curarli nella loro unicità, ed insegnare loro a desiderare, a immaginare e a REALIZZARE il proprio desiderio. Magari non è lo stesso che ha fatto iniziare il viaggio, ma non importa. Importa lo “shining”, ) la luce, la completezza che queste ragazze trovano nel loro percorso.

Posso ringraziare per tutto questo i profondi desideri che hanno nutrito la mia vita, e che ancora mi abitano. Sono desideri molteplici, dal cantare con un immenso abito di cristalli verde acqua su un palco estero, a sostituire in corsa una collega lirica in un ruolo principale, a vedermi con un cappello country su un palco americano, a immaginarmi sottolineare uno spartito in un bar con un caffè lungo davanti in una mattinata austriaca o tedesca.

Ogni giorno i desideri nutrono la nostra vita, e noi dobbiamo decidere se accantonarli per non sentire male o lottare meglio per farli avvicinare.

Io, da sempre, non sono in grado di accantonare i miei sogni, quindi sono costretta a vivere per realizzarli. Ed è meraviglioso.

Col tempo ho scoperto che uno dei miei desideri era: insegnare agli altri a credere nei propri desideri e sogni e a realizzarli. È diventato il nutrimento più profondo che possiedo per la mia arte. Se siamo in tanti a respirare sul serio, ad usare la voce bene, a cantare col cuore, ad essere felici sapendo fare un’arte con rigore e bellezza, noi seminiamo bellezza. Quindi, energeticamente, non possiamo che ricevere dando.

SyB nasce da questo desiderio. Il desiderio di condividere lo sblocco del piu grande ostacolo che ogni cantante incontra sulla propria strada: l’appoggio e il sostegno nella respirazione costodiaframmatica. Quando in un anno mi è totalmente cambiata la voce, avrei avuto davanti due strade: tenerlo gelosamente per me, come segreto, oppure aprire questa luce e metterla al servizio delle voci del mondo.

In fondo: che gusto c’è a contemplare la proprio miniera d’oro tutti soli? Io non sono nata Paperon De’ Paperoni. Preferisco di gran lunga essere una piccola grande Fata Smemorina.

Vi vedo sempre col vostro meraviglioso vestito da ballo. Tocca solo a voi indossarlo.

Non dimenticare mai di osare nei desideri. Non siate parchi. Non limitatevi. Osate. Amate. Create.

Sarah Biacchi